mi piace: la cannella, fare il caffè nella luce tenue della cucina, il fruscìo della cartina mentre mi faccio una sigaretta, l’ottanio e il borgogna, il rossetto nero e rosso scuro, l'ombretto che sembra fumo appoggiato sulle palpebre, il sushi, le case sull’albero e nordiche, avere tempo per cucinare, leggere con una tazza di tè alla vaniglia, il colore delle cicatrici in inverno, le sopracciglia scure, le camicie chiuse fino all’ultimo bottone, i maglioni caldissimi, le colazioni dei film, guardare venti puntate di un telefilm in un giorno, le occhiaie livide, le mele verdi, i capelli lunghi di colori pastello, i polsi, le ossa dei fianchi, il letto dopo una sbronza, le ferite scoperte il mattino dopo, comprare tazze saponi creme e quaderni, gli scacciapensieri, il profumo di una buona canna.
«ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. e un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. questa è la mia idea di felicità. e poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?» (felicità familiare, lev tolstoj)
"sono così ingenuo. pensavo che tutti leggessero come me; io leggo come mangio: questo non significa solo che ne ho bisogno. significa soprattutto che entra nelle mie componenti e che le modifica."